Verità sull’ansia

Seneca ci ha insegnato tanto su come vivere sereni

L’ansia ci tormenta da sempre…e se ne è parlato molto fin dai tempi antichi. Già Seneca ci illuminava.

barche

 

Certe cose proprio per questo sono meno da temere, perché fanno molta paura. Nessun male è grande se è l’ultimo.

Seneca

È veramente felice e padrone di sé chi aspetta il domani senza preoccupazione; se uno dice: “ho vissuto,” ogni giorno alzarsi al mattino, gli appare come un guadagno.

Seneca

Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà.

Seneca

Se vuoi liberarti da ogni preoccupazione, pensa che avverrà senz’altro quello che temi e, qualunque sia quel male, misuralo con te stesso e poi valuta attentamente la tua paura: sicuramente ti renderai conto che il male temuto o non è grave o non durerà a lungo.

Seneca

Non renderti più gravosi i tuoi mali, non opprimerti con i lamenti: il dolore è leggero se non lo accresci con la tua suggestione.

Seneca

Non abbandonarti alla tristezza, non tormentarti con i tuoi pensieri. La gioia del cuore è vita per l’uomo, l’allegria di un uomo è lunga vita. Distrai la tua anima, consola il tuo cuore, tieni lontana la malinconia. La malinconia ha rovinato molti, da essa non si ricava nulla di buono.

Seneca

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In pratica da tutte queste frasi viene fuori che le cose vanno vissute nel momento, sfruttando al massimo la capacità di affrontarle e superando ogni volta quello che non essendo sicuro ci spaventa. I sentimenti arrivano e se non li fuggiamo ci accompagnano nelle nostre azioni, arricchendoci, ma se vogliamo a tutti i costi anticipare i risultati ed evitare di star male, creeremo una tensione dannosa…

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

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La tensione

Esistono dei modi buoni di occuparsi di sè

La tensione che inevitabilmente si accumula si può scaricare.

Ma occorre sapere qual è il modo giusto, altrimenti si rischia di alimentarla e non eliminarla.

 sassoni

 

Il segreto è trasformarla in energia utile.

 Tutto quello che ci dà:

gioia di vivere

 entusiasmo

 dinamismo

 voglia di contribuire al benessere altrui

 pace interiore

 creatività

 apertura alla vita

 va bene, perché ci fa occupare di noi stessi, non reca danni a nessuno e ci permette di vivere meglio con gli altri.

 tensione

Ovviamente occuparsi bene di se stessi  può diventare non buono quando:

–         si è concentrati troppo su se stessi senza pensare agli altri;

–         quando si privilegiano i bisogni a breve termine o non quelli più a lungo termine (es. stare sul divano a rilassarsi senza preoccuparsi mai delle cose da fare, gli impegni, il lavoro, gli studi);

–         quando si privilegiano i bisogni superficiali, senza mai pensare a quelli più profondi;

–         quando ci si sente in colpa per essersi presi del tempo per sé.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

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La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

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Esercizi per rilassare la mente

L’uso dei nostri sensi per riavere tranquillità

 Vista

Guardare un quadro, osservare un panorama, il viso di un bimbo che sorride, la natura dell’ambiente in cui ci muoviamo e respirare . Cosa si vede?  Cosa sentiamo?

 luce al tramonto

Tatto

Prendere un quaderno e scrivere. Cosa non va? Cosa sappiamo fare? Esaminiamo cosa ci manca e cosa abbiamo e cerchiamo di allargare l’orizzonte , perché non sempre la soluzione è ottenere quello che ci sembra necessario.

 taccuino

Udito

Ascoltare una musica e lasciarsi andare… Cosa ci ha ricordato o stimolato a pensare?

http://www.youtube.com/watch?v=q-6kVXTtPEc

 

Odorato

Sentiamo il profumo di un fiore e di un bosco o di una pianta aromatica.. Andiamo in giro e sentiamo l’odore di autunno, l’aria del mare o il fresco della montagna.

Olfatto

Gustiamo lentamente…….un piatto che ci piace  

pizza

 

Questi esercizi possono aiutarci a programmare delle occasioni per vivere a pieno quello che c’è intorno a noi. Anche nella quotidianità ci possono ritagliare momenti di stop. Si possono sia programmare e fare cose che ci piacciono oppure lasciarsi andare alla spontaneità e cogliere occasioni al volo.

 

Nella pausa pranzo due passi ci aiutano a staccare e lasciare che la mente si liberi; o per andar a fare la spesa si può andare senza macchina se sono poche le cose da prendere.

O ancora in macchina durante gli spostamenti ascoltare la musica è piacevole perché fa vivere emozioni varie.

A pranzo meglio non correre perché non c’è tempo, ma fermarsi e pensare che è il momento di mangiare permette di affrontare meglio il resto della giornata..

 

 Mentre si accompagnano i bimbi allo sport ci si può portare un libro o un taccuino per leggere e scrivere.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

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La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

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L’interpretazione soggettiva

Una nuova percezione e lettura delle cose per gestire l’ansia

 fiori viola

La tensione spesso viene fuori quando ci si sente in pericolo. Vivere in allarme fa sembrare tutto urgente. Si ha fretta di fare, bisogna intervenire perché qualcosa ci minaccia. Pensiamo a chi vive male al lavoro perché ha paura di non fare in tempo. Se non mi sbrigo, sono sommerso… Questa emergenza è il pensiero di fondo che spinge la persona a fare in fretta, a non riposarsi.

Si ha l’impressione che tutto intorno sia inesorabilmente velocizzato. L’agenda è piena d appuntamenti ai quali non si po’ arrivare in ritardo. Si deve avere tutto in ordine, correre ma tenere  tutto sotto controllo, senza che il tempo prenda il sopravvento. Uno degli effetti della paura è che  tempo e spazio si trasformano quando  si  guarda il mondo attraverso la lente dell’ansia. Si arriva così a non recuperare mai e a perdere tutte le energie. Il lavoro viene fatto male e cresce lo sconforto. Arrivati a tal punto parte il dubbio di non farcela e si pensa che la soluzione sia eliminare il lavoro, che determina un giudizio negativo delle proprie capacità.. Ma se desideriamo fare bene, dobbiamo trovare altre strade. Ovvero capire che i i lavori si devono svolgere , seguendo delle priorità e trovando il modo di recuperare e far bene quello che è possibile, ammettendo i propri limiti.

Non posso “saper fare” se non , lo faccio. Non posso farmi bloccare dall’idea che le cose andranno male Va accettata la possibilità e prenderne atto per agire in modo intelligente.

 

Non riesco, perché?

  1.  Mancano le competenze. 
  2.  Ho troppi impegni o progetti in corso.
  3.  Perdo troppo tempo per cose poco importanti.

 Possibili soluzioni

  1.  Imparo.
  2.  Riduco i progetti e mi concentro solo su alcuni.
  3.  Cerco di  organizzarmi.

 Se agisco in virtù solo di doveri e pretendo di dimostrare che valgo, allora se non riesco a fare mi sento fallita e partono i sensi di colpa. Invece, accorgersi di non saper fare, dovrebbe far riflettere per mettere in discussione il comportamento sbagliato che non ci ha consentito di ottenere il risultato.

L’autostima rimarrebbe alta e ci si concentrerebbe su come migliorare.

tramonto

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

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Quando manca la speranza

La mancanza si speranza fa star male

Senza fiducia in sé e in quello che si può realizzare si rimane immobili.

La ricerca del senso delle cose si allontana nella fitta nebbia dei giorni sempre uguali, privi di entusiasmo. Ci si sente spenti, come un girasole che è indifferente al sole e che sta giù, ripegato in se stesso.

girasole triste

Si inizia ad agire in automatico e non gli si dà nessun valore. Tutto appare faticoso, difficile da sopportare e si desidera accelerare il tempo per far terminare quell’armonia.

La sofferenza che nasce in momenti così annulla tutti i buoni propositi. E ci si ritrova davanti agli occhi un presente che non ci piace e un futuro che non promette niente.

Ma cosa vogliamo di eccezionale?

Non ci basta la vita con le sue sfumature e mille possibilità?

training assertivo

No perché in quella vita ci sono state e continuano ad esserci ostacoli difficoltà, persone che ci attaccano, situazioni che ci sfuggono dalle mani.

Si parte dal sentimento di scoraggiamento e questo diventa così forte che ci si sente prigionieri senza alternative. Non si possono abbattere i muri che abbiamo costruito e ci appare inutile percorrere qualsiasi altra strada.

Manca la speranza, la fiducia che le cose possano cambiare. Ci rifiutiamo ci accettare la vita così come è, con zone di sole e di ombra alternanti e con continue contraddizioni.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

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Pensieri anti ansia

 Spesso la causa del malessere è determinato da una serie di pensieri non realistici che amplificano i problemi e che prevedono uno sviluppo delle situazioni tutto in negativo. Si tratta in pratica di credenze non reali, con poche fondamenta, che sono esagerate e non aiutano a risolvere le difficoltà,  ma sono inutili e creano malessere. Le convinzioni irrazionali sono radicate in noi e sono causa di emozioni  irrazionali di paura e angoscia.

Eppure certi timori a volte sono solo nelle nostre teste. Lavorare dal punto di vista cognitivo ci aiuta perché ci permette di definire il modo con cui interpretiamo le situazioni. I comportamenti così diventano più propositivi e sbloccano l’arresto determinato dall’ansia e il nervosismo.

Se sono convinto quando una cosa va male che “sono un fallito”, che quello che faccio è sempre sbagliato perché non so fare niente, mi butto giù, non correggo quello che non va e non riprovo a fare meglio, né a valutare se è la situazione che è complessa di per sé e va affrontata diversamente da come previsto. Iniziare a pensare che è la circostanza ad essere andata male e che si può riprovare, apre nuove possibilità e lascia spazio ad una  fiducia maggiore in se stessi e in quello che si può realizzare.

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In alcuni casi il problema, inoltre, si fonda sulla convinzione che “dobbiamo seguire regole di vita troppo rigide:

–         devo fare tutto benissimo;

–         la gente mi deve rispettare e approvare in ogni occasione;

–         le cose devono andare sempre bene.

 

Con tali presupposti c’è un fatica esagerata nel vivere quotidiano, per farsi amare e  nell’eseguire i propri impegni e ottenere quello che si vuole. Gli imprevisti che ostacolano i progetti previsti ci fanno arrabbiare e per paura di sbagliare non ci dormiamola notte o rimuginiamo con i pensieri ovvero pensiamo continuamente  a quello che sarà, alle conseguenze, ne vediamo aspetti diversi in modo assillante perdendo spontaneità,  a tal punto che il nostro rendimento si abbassa.

In tutto questo gli altri non sono soddisfatti, noi sentiamo di averli delusi e l’esito sperato o le aspettative elevate si ribaltano. Dalla meta alta che volevamo raggiungere ci troviamo a terra privi di forze e di iniziative.

Cerchiamo di cambiare il punto di partenza; è tutta un’altra storia!

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– Voglio fare il meglio che posso, non importa se qualcosa la devo rimandare o perfezionare.

–  Mi comporto come credo, se gli altri avessero da ridire cercherò di valutare la loro ragione.

– Se non dovesse andar bene un progetto o lo cambio o mi impegno di più, se possibile.

Lasciamo che le cose abbiano il loro corso. E ogni evento avrà un impatto inferiore sul nostro umore, perché anticipare per prevenire, per evitare di star male, fare di tutto perché tutti ci stimino, non ci fa rilassare mai.

 Avendo indicazioni così aperte a nuove possibilità niente ci presserà e potremmo capire che nessuna cosa è necessaria davvero; non esistono infatti esigenze, ma preferenze e impareremmo a  tollerare un pò di frustrazione, cosa che può fortificarci e e permetterci di accettare di dover cambiare strada.

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Ricordiamoci:

-non contano le cose materiali, ma il modo di impiegare il tempo per dar valore alle proprie competenze.

– obiettivi gratificanti a medio e lungo termine aiutano a vivere senza ansia.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

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Formule verbali per gestire l’ansia

Affrontare l’ansia significa darsi delle istruzioni precise per bloccare quel processo  a catena di pensieri che ci inducono a pensare che non si sia via d’uscita. Ma dal tunnel si può uscire…

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 Basta essere convinti di essere in grado di agire e avere delle strategie  comportamentali e cognitive da usare.

Prima di tutto bisogna imparare degli esercizi di respiro che aiutano a rilassarsi e poi bisogna ripetersi frasi appropriate. Quindi viene richiesto un comportamento attivo, volto a non subire passivamente quello che accade, ma ad intervenire contrastando la tensione con una condizione di estremo relax, che tenga conto dell’esigenza di avere momenti di pausa, in cui non essere impegnati, ma liberi da oneri.

Intrapresa la strada di maggior tranquillità, l’organismo è pronto a ripetersi frasi che lo aiutano a ridefinire situzioni dolorose o difficili che all’inizio sembrano senza soluzioni, ma che poi tanto drammatiche non sono. O che per lo meno, pur essendo non piacevoli, ci possono far vivere meglio quello che ci capita.

STO MALE, MA POSSO CONTROLLARE LA MIA REAZIONE. RESPIRO E POI PASSA.

NON STA PER ACCADERE NULLA DI GRAVE POSSO FARCELA. SONO AGITATO, MA SE MI CALMO TUTTO RITORNA AD UNA SITUAZIONE DI EQUILIBRIO.

STOP NON STO PER IMPAZZIRE, SOLO UN PO’ DI TENSIONE, MA SI PUO’ GESTIRE.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

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Fare le cose che piacciono e non svolgere solo doveri, allontana l’ansia

E’ importante dare spazio alla propria creatività e alle proprie passioni, perché così è tutto più facile.

 

Ecco possibili interessi:

  Leggere  Scrivere    Correre   Disegnare  Creare          Camminare   Viaggiare    Fare escursioni       Nuotare   Fare sport   Andare in bici     Fare lavoretti di bricolage     Cucinare        Fotografia     Astronomia     Musica     Danza     Cinema   Teatro

 Perchè elencarli? Per dar valore ad ognuna di queta attività, che può essere una passione o un ambito da cui lasciarsi affascinare. Molto volte tutto ciò si fa in automatico, senza interesse, è una routine noiosa oppure sono cose belle ma non ci catturano perch siamo distratti da cose che ci sembrano più importanti.

 

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Ma in realtà, in ognuno di questi ambiti si ha la possibilità di avere la consapevolezza delle cose del mondo, si riesce a sentire la vita tra le mani e quando si vive il mondo viene tanta di quella energia che “si è disposti a tutto”. Sapere di poter vivere pienamente aiuta a sopportare meglio i momenti di dolore e sofferenza inevitabili.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

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