Come e quando viene l’ansia ? Come gestirla ?

Le strategie per capire e affrontare l’ansia sono legate alla maggior consapevolezza di quello che capita e al controllo delle reazioni. Quindi innanzitutto occorre un esame dettagliato di quello che accade prima di un qualche sintomo sia fisico che mentale.

 

Nel caso ci sia una sensazione fisica di disagio, di angoscia, di irrequietezza o una debolezza, un male allo stomaco, bisogna impegnarsi a fermarsi, prendere del tempo per recuperare, bere una tisana e fare esercizi di respirazione. A volte ciò capita quando si è in macchina, al lavoro e non si è nella possibilità di fermarsi subito. Ma appena tornati a casa, la sera prima di coricarsi o la mattina dopo meglio rilassarsi.  E soprattutto va elaborato un bilancio energetico: quante risorse impiego nei doveri e quante nelle cose che mi piacciono? Riesco a ritagliare tempo personale e per le persone care, per la famiglia’

Il recupero va pensato a livello alimentare (una sana alimentazione, adeguata e non di corsa), a livello di sonno e nell’ambito più strettamente pratico del carico delle cose da fare. Occorre tagliare gli elenchi degli impegni, agire per priorità, delegare, farsi aiutare. Il progetto va ovviamente creato su misura e si deve riflettere, su come si vuole vivere, su quali sono gli interessi in cui si investe e quali obiettivi si vogliono raggiungere.

Quando si sta male, si ha lo stomaco chiuso o si mangia senza limiti, si riposa male, si ha sempre la sensazione di essere stanchi,  oppure di voler dormire…Quindi se si è arrivati a questo punto bisogna riprendersi gli spazi, e controllare tutti questi aspetti.

Occorre inoltre soffermarsi sul proprio dialogo interiore.  Perché accanto ai disturbi fisiologici e alle conseguenza somatiche di un atteggiamento ansioso ci sono dei processi razionali scorretti che mantengono vive certe modalità di comportamento non ordinate, che sono poi alla base delle paure e dei malumori. Pensare che niente sia possibile, che tanto malgrado l’impegno tutto andrà storto, o che si è ingabbiati in un mondo dove si deve solo lavorare e in condizioni disumane, fa nascere un malessere e il corpo ne risente.

 

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Costruendo, invece, delle buone formule verbali, ovvero delle indicazioni razionali adatte, da tenere presenti come promemoria si riesce a impostare un cambiamento e a sopportare lo sforzo dovuta all’impiego di più energie, per contrastare la tendenza a rimanere ancorati ad abitudini rigide. E’ vero che il lavoro a volte ci impedisce di avere spazi personali, ma se ci si organizza piccole  cose si possono realizzare ma dirsi: “posso farcela, ora lavoro poi mi dedicherò a me…prima o poi arriverà il riposo, mi impegno e così lavorerò meglio per poter poi guadagnarmi la pausa”, agevola l’a dar avanti con grinta.

Che costo che c’è stato nel passato, quando mi dannavo perché tutto andasse bene e potessi lavorare per crearmi  un futuro, rinunciando  a me stesso?  L’efficienza c’era, ma anche la preoccupazione che qualcosa andasse storto e una insoddisfazione costante. 

Inserendo la novità, di essere meno proiettati ai doveri, ma concentrati anche sui  piaceri, ha come prezzo da pagare  l’incertezza di arrivare primi in tutto, ma godersi di più momenti di non operatività…… e più occasioni di svago e recupero. Ci diranno un bravo in meno, ma capiremo di valere ugualmente.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

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