Dare un senso per vivere meglio

Il senso e il significato delle cose, per le risposte che cerchiamo.

                            Cammino               penso                     rifletto…

Spesso sento il desiderio di capire, di approfondire quello che sento, per aiutarmi e  per sostenere meglio le persone che seguo e che si affidano a me. Faccio un lavoro  bello, ma anche complesso che richiede un forte equilibrio e una capacità di empatia (vicinanza emotiva), che mi sovraccarica emotivamente e quindi devo sempre scaricare, liberare la mente. Mentre cammino, riesco a pensare e ad elaborare sofferenze mie e quelle condivise, in modo da far spazio a tutti quei pensieri utili per me e quindi anche per gli altri…..Gli esercizi che propongo sul rilassamento, sono la mia pratica quotidiana. Mentre giro spesso sono attratta da un bel fiore, dal panorama, dal volto di un bimbo, dal mare e dalle sue onde….

 

 

La natura è una grande risorsa e se ti lasci andare ti comunica tante cose, quelle che vorresti sentire, quelle che cerchi e non sempre trovi! Quindi il primo passo per ricaricarmi è abbandonare il pensiero per essere consapevole di cosa sono e del mondo intorno. Poi ripercorro tutte le mie riflessioni e scrivo, cerco di appuntarmi le conclusioni e le  intuizioni che sono emerse nel mio girovagare.

Ma che tipo di domande mi faccio?

Perché stiamo male? Perché nella vita è difficile scegliere? Cosa cerchiamo?

Non sempre trovo le risposte perché tanti punti mi bloccano. Ma proviamo a vedere come posso muovermi.

 Faccio la mia lista dei desideri, degli impegni, dei doveri…..

Se programmo le giornate sicuramente va tutto molto meglio. Ed è vero che organizzarsi aiuta a porre ordine. Ma appena si fanno dei passi buoni, ecco subito l’ostacolo. Nel progettare devo fare delle scelte, mettere delle priorità. Che fare:  questo o quello? Quale cosa sarà meglio? Se sono insicura, indecisa sul da farsi arriva il dramma.

 Quando posso faccio un esame di quello che mi riguarda, di quello che mi piace fare o devo svolgere.

 Ovviamente vanno valutati i pro e i contro di ogni iniziativa. Se rimando per paura di sbagliare, l’incertezza mi attanaglia  non so più come muovermi. Se, invece, prendo coraggio e faccio qualche passo in una direzione, ecco che ritrovo la luce. Ma questo è solo l’inizio. Il mio cammino è lungo!!!

Cosa mi manca, cosa mi spaventa?

A volte non ci basta mai; pensiamo che una cosa ci può salvare, ma poi una volta ottenuta sentiamo un altro bisogno. Se c’è da prendere qualche decisione, si insinua il dubbio…Eccoci di fronte al dilemma: dobbiamo prenderci il rischio che le cose non vadano bene, che non siano come vogliamo. Siamo quindi costretti ad aspettare e vedere come andrà.

 Serve progettare, sognare, sperare…rischiare.

Ma se cerco i risultati, vuol dire che mi sono impegnato, mi sono dato da fare. Non aspetto nel senso che qualcuno fa per me o che ricevo la manna dal cielo! Mi devo attivare con un progetto, lo devo pianificare e programmare con azioni precise.

 

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Ma sebbene tutti questi percorsi li pianifichi, periodicamente li metta a punto e poi faccia un bilancio, ci sono lunghi momenti di solitudine, sofferenza, smarrimento.

Se sto male però, questo non deve essere il punto di partenza da cui muoversi per impegnarsi a ritrovare il senso. Si tratta solo del punto terminale di una catena di atteggiamenti e reazioni che mi hanno portato a un dolore e per affrontarlo devo tornare in dietro e capire che il mio sentimento di malessere non è la causa, ma la conseguenza delle mie azioni disordinate. Perché sto male, allora, dov’è la causa?

 Dobbiamo stare fermi qui, per capire, approfondire la questione. Invece a volte sfuggiamo, non vogliamo saperne nulla, ci importa solo che passi in fretta.

Chiedersi perché può  voler dire non  avere una risposta immediata, ma veder comparire una consapevolezza nuova, ovvero che dietro il mio stato d’animo negativo c’è una catena di condizionamenti, un insieme di situazioni a cui diamo troppa importanza, di reazioni non tollerate e di risultati non ottenuti.

La colpa è del lavoro che manca, dei figli che non ci ascoltano, del marito che non ci ama, dei genitori che non ci capiscono,  di noi stessi che siamo un disastro. Si deve capire che queste sono scuse fittizie.  Giriamoci e spostiamo la nostra visuale per vedere di più, per allargare le spiegazioni.

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Dobbiamo imparare ad amarci e ad amare per accettare il male, per trasformarlo e per dargli sempre un senso. Non è facile, ma è la sfida della vita!!!!  Alzati e cammina, non arrenderti mai!!!!!

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

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