Esempio di un intervento terapeutico

Tania[-1] , è una ragazza che soffre di attacchi di panico da diversi anni, inizialmente erano lievi poi non è riuscita più ha controllarli e fa fatica ad andare a lavorare, ad andare al supermercato a uscire con le amiche. E’ spesso in preda a momenti di sconforto e mi chiede aiuto perche è molto spaventata. Sembra che tutto sia nato quando è stata trattata male e non è stata capace di difendersi. E’ terrorizzata dall’idea che possano ferirla o farle del male, perché non ha mai bene elaborato episodi accaduti. Deve imparare a vedere le situazioni come episodi che si possono affrontare e non che sarà sempre come “una volta”. E che evitare di interagire con gli altri, intimorirsi per quello che non conosce, le impediscono di conoscere il mondo, di viverlo e quindi di saperlo affrontare. Non può isomma pensare che c’è sempre qualcuno che può danneggiarla. Altrimeni non si legerà mai con nessuno che eventualmente possa sostenerla.

 [-1]Nome inventato, per mantenere la privacy della signora.

  Obiettivi terapeutici:

–       Valorizzare le esperienze emotive della paziente;

–       Identificare i fattori che contribuiscono all’insorgenza dell’ansia;

–       Individuare soluzioni possibili per gestire le situazioni di tensione;

–       Incoraggiare una maggior cura di sé;

–       Modificare le convinzioni e i comportamenti autodistruttivi che aumentano l’ansia;

–       Riconoscimento dell’evitamento come stile di conoscenza;

–       Ridurre il comportamento di evitamento;

–       Migliorare l’interazione sociale;

–       Migliorare la comunicazione.

 

 Tecniche usate:

–       Rilassamento, arresto del pensiero;

–       Automonitoraggio dei pensieri automatici;

–       Dialogo interiore positivo;

–       Role plyaing ed esercitazioni sulla scelta di risposte adeguate;

–       Comunicazione assertiva.

 1. Parte iniziale

 nuvolini 1

In una prima fase di correzione del suo assetto psicofisiologico ci concentriamo sul malessere fisico ed esaminiamo la problematica dei momenti acuti di ansia, dovuti alla sua alta attivazione fisiologica. Le insegno a rallentare la sua inutile corsa e a soffermarsi di fronte alla mancanza di respiro: non deve smorzare l’urlo dell’organismo, bensì evitare che si inneschino quei circoli viziosi per cui la paura della paura amplifica la sensazione di non avere vie d’uscita. Ridefinire la situazione, riconoscere le paure reali ed esagerate le permette così di non farsi travolgere dalla sua ansia. Dandogli una attribuzione circostanziata, Tania riesce a vivere meglio le difficoltà che incontra: ad esempio il riconoscimento di un evento esterno, le permette di non cercare sempre in sé una ragione del malessere. La strategia di non coinvolgersi ha rinforzato la sintomatologia impedendole di uscire da sola, di prendere iniziative, di confrontarsi. Il suo delegare agli altri le decisioni dipende dal fatto che non si sente in grado di scegliere. E’ alla mercé di un distributore automatico esterno: i suoi modelli mentali, sono stati costruiti. Definirsi negativamente è più facile che cambiare.

In seguito ci soffermiamo su emozioni, pensieri e azioni che emergono al terzo livello: alla tristezza si accompagnano considerazioni di fallimento che portano la signora a non mettersi in gioco. Questo è un rinforzo negativo che allevia l’angoscia di vedersi incapace, in preda a mille dubbi. Il costo è il cessare di condurre una esistenza indipendentemente dalle prestazioni.

Mentre si inizia a lavorare al 2° livello bisogna interrompere il ciclo di ricadute che porta Tania ad irrigidirsi nei suoi schemi mentali. C’è una prevalenza di pensieri negativi e quindi il primo passo per fare spazio a vicende meno drammatiche è di penetrare in quel mondo fatto di idee, di illusioni, intorno a cui lei organizza il suo pensiero e la sua giornata.

Tania deve ricominciare a sperimentare! Deve dedicare più spazio a se stessa e vincere l’idea che non sa o non può prendere autonomamente delle decisioni. Dipendere dagli altri alimenta solo il suo senso di fallimento e le fa avvertire una sorta di soffocamento.

La possibilità di diminuire l’ansia è collegata a cambiamenti nello stile di vita, che è il presupposto per gestire in modo funzionale le naturali preoccupazioni e per affrontare gli impegni di ogni giorno. Sono le abitudini scorrette infatti che le impediscono di star bene e danno origine alla sua reazione di panico

Avere delle convinzioni distorte porta ad agire in modo scorretto e quindi la persona avverte un malessere che se aumenta sempre cresce e si percepisce come non tollerabile.

Associare i suoi sintomi alle convinzioni profonde, le permette di valutare come esse influiscano sulla sua modificazione comportamentale e cognitiva.

Giunti al 1° livello di condizionamento prendiamo atto di pensieri intrusivi e ci fermiamo ad osservare attentamente cosa succede un minuto prima della reazione di allarme. Guardiamo alcuni dei tanti momenti sensibili (l’antecedente), ad esempio prendere la macchina e spostarsi da casa; iniziare una discussione con la madre per un suo errore; conversare con gli altri. Per superare la sua propensione ad evitare il contatto con le persone e per responsabilizzarla lavoriamo sull’assertività (addestramento affermativo), ovvero la capacità di aprirsi agli altri e di non assecondarli, solo per timore di essere contraddetta.

L’apprendimento della comunicazione assertiva per essere efficace, deve tenere presenti numerosi aspetti. Si inizia con la presa di coscienza delle proprie esigenze, per arrivare alla tranquillità di muoversi e interagire con i familiari, gli amici e i conoscenti. E’ un progetto finalizzato alla cura di sé, che prevede il riconoscimento dei suoi diritti, a lungo messi da parte:

–         recuperare un livello di rilassamento medio attraverso esperienze semplici come l’ascolto di  una musica piacevole, la lettura di testi, la visione di un film (training autogeno);

–         adoperare la flessibilità nel giudicare i suoi risultati (cambiamento del dialogo interno tramite role playng, ovvero un gioco di ruolo che le consente di recitare la parte di chi parla a se stesso in determinate circostanze, senza tropo rigidità);

–         dedicare più tempo ai suoi interessi (autoistruzioni e dialoghi positivi).

Purtroppo la vita le è passata accanto senza sfiorarla, lasciandola in uno stato perpetuo di privazione affettiva: ha condotto la sua esistenza all’insegna della rinuncia.

 2. Parte conclusiva: impostazione di una ricerca costante della consapevolezza di sé e del proprio dialogo interno

cuore

Avere nelle sue mani un modo di procedere razionale con cui far fronte agli accadimenti possibili per lei rappresenta un successo inaspettato, dal momento che riscopre risorse formidabili per migliorare la qualità della vita.

E’ bellissimo assistere alla sua lenta trasformazione e alla gioia che sente quando comincia ad assaporare la considerazione e l’affetto di chi ha intorno. La madre le dichiara di essere orgogliosa del suo coraggio e si complimenta con lei per essere riuscita a superare i suoi momenti di crisi. Tania non si aspettava di ricevere tali parole e trova in questo incoraggiamento, l’entusiasmo per procedere in avanti. La nostra terapia si conclude con la sua riflessione: “la ringrazio per avermi aiutato a capire che esiste un altro modo per affrontare i problemi”.

 3. Sintesi

Tania  NON VUOLE PIU’ SUBIRE UN TORTO. Per impedire che ciò si verifichi è perennemente in agguato, pronta a tirare fuori le armi per difendersi.

Lavorando sui suoi pensieri automatici e le sue arbitrarie deduzioni logiche, frutto di premesse sbagliate, comincia a superare il timore di esporsi e di interagire nel mondo e ad accettare la possibilità di azioni scorrette da parte degli altri. Modificando il fine delle sue azioni, non soffrire per l’ingiustizia di qualcuno, c’è l’estinzione dei comportamenti inadeguati. Inoltre, supportata da indicazioni razionali complete (è lecito star attenta all’inganno qualora concretamente si verifichi, ma tale precauzione diventa dannosa se estende le sue preoccupazioni ad ogni tipo di incontro) riconosce che il rischio di essere danneggiata non è ovunque. Ripristinare una chiara consapevolezza della forza e della debolezza che fanno parte di lei, in quanto persona umana, le fanno sperimentare che il modo migliore per essere pronta a difendersi in caso di necessità è provare a vivere più pienamente sia la sofferenza che la serenità.


 
Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

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