Occuparsi delle cose è diverso da preoccuparsene

Alcune emozioni sono esagerate, occorre riequilibrarle.

 A volte si pensa che siccome proviamo certe emozioni, siano sempre e comunque giuste, perché ci riguardano e non possiamo far nulla per cambiarle. E’ una credenza irrazionale e falsa. E’ giusto invece sapere che le emozioni si possono ridurre di intensità  cercando di individuarle, associarle a contesti specifici e capire che solitamente sono legate a bisogni precisi. Ma se quest’ultimi non sono veri bisogni, ma necessità inventate, in virtù di vizi o pretese che ci siamo illusi di dover realizzare, allora le emozioni non sono ordinate, ma creano tensione e si esasperano.

aereo

 Facciamo un esempio: se io sono interessato a ricevere sempre l’approvazione degli altri, dopo che ho portato a termine un lavoro, allora i miei di sentimenti sono di rabbia o delusione quando qualcuno, per noi importante, non è contento del nostro operato. In realtà, noi non abbiamo bisogno del riconoscimento per star bene. Ovviamente fa piacere, incentiva, ma se non c’è dobbiamo ugualmente procedere con il nostro operato se lo riteniamo valido e migliorarlo se le critiche negative sono reali. Non possiamo aspettare l’opinione altrui o attendere l’ok per procedere. Da soli possiamo capire cosa va e cosa deve essere perfezionato.

Ma come  faccio a non stare in ansia? ?E’ troppo difficile mantenere la calma nel dubbio che quello che ho fatto non possa piacere…..  Questo interrogativo scatena una reazione incontrollata. Il pensiero di ottenere un rimprovero o una valutazione negativa sembra intollerabile e fa nascere l’ansia.

biglie

Ma invece di preoccuparsi di quello che accadrà se l’esito non è quello sperato, bisogna occuparsi di quello che c’è dietro e affrontare le questioni. Va bene avere il desiderio di lavorare bene, allora diamoci da fare con l’impegno e la precisione e qualcosa di buono emergerà.

E’ importante imparare ad usare un metodo che si fonda su tecniche cognitive che ci permettono di valutare ciò che succede secondo una prospettiva più ampia di quella a cui siamo abituati. In questo modo migliora  il dialogo interiore e ci si godono le cose presenti senza essere troppo turbati dal passato o spaventati dal futuro.  E le emozioni esagerate si ridimensionano.

Molti autori parlano dell’allenamento al dibattito, ovvero un dialogo interno che si interroga sulla veridicità di alcune credenze, per riuscire a mascherare quelle conclusioni irrazionali che in realtà ci condizionano pur essendo false.

 Immaginiamo che un ragazzo parli così tra se e sé…

–         Non sarò mai felice senza una ragazza!

 Ecco un possibile dibattito per contrastare questa affermazione.

–    Ma è proprio vero? 

–   Non potrei nel frattempo realizzare altri obiettivi ed essere sereno?

–   E’ veramente terribile vivere da soli?

 buio

In realtà non è l’altro a darci la felicità, ma la relazione che instauriamo e la capacità di legarci e relazionarci.

Se sto bene con me stesso farò sempre cose interessanti e nel cammino della vita incontrerò prima o poi qualcuno che vorrà condividere la mia esperienza. Ma se mi concentro sulla ricerca di una persona con cui stare, dimenticando me stesso, finirò per essere poco interessante. Il tempo da soli sarà prezioso per prepararsi poi all’incontro.

Quindi – individuata l’idea irrazionale – ci si impegna a cercare quella più razionale.

 Mi piacerebbe essere amato, ma posso anche fare delle cose piacevoli e utili nella mia vita e provare a star bene. Non mi preoccupo di avere un ragazza, facendomi paranoie sulla disperazione che proverò nel caso rimanessi solo, ma mi occupo del mio desiderio di relazionarmi. Allora cercherò di volermi bene e sarò poi ricambiato. Se non arriverà una ragazza, qualcuno mi vorrà bene ugualmente.

  Si tratta di argomentazioni logiche in cui credere. Ci dobbiamo convincere che non ci stiamo prendendo in giro, ma che preferiamo scegliere una strada ponderata e razionale, senza lasciarci predominare dall’emozione incontrollata.

Occorre forza di volontà e perseverare.

Un programma di lavoro intenso e faticoso, ma porterà successo  se non molliamo e se costantemente ci impegniamo a correggere i pensieri irrazionali e negativi, sempre in agguato.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *