Piano per rendere la mente più flessibile, per combattere la rigidità di un pensiero ansioso.

Le nostre abitudini   sono il frutto del nostro modo di pensare e questo determina poi il nostro modo di comportarci e di fare le cose..

 

Ma certe abitudini disfunzionali ci fanno essere troppo rigidi e ci impediscono di comportarci in modo diverso, da come siamo abituati a fare con gli altri (anche se poi siamo  insoddisfatti o si ripropongono i soliti battibecchi) e di reagire in modo più aperto  a quello che ci accade.

 

Se impariamo a comportarci in modo adeguato alle diverse situazioni evitando di agire meccanicamente, pensando di non aver altra scelta, ci si allargano le possibilità e quei problemi che ci sembrano impossibili da affrontare riusciamo a vederli in un modo nuovo.

 

Ecco che dobbiamo lavorare su alcune dimensioni del pensiero e fare dei programmi precisi per essere più flessibili. Quando non ci riusciamo ci incastriamo in ragionamenti rigidi, che favoriscon preoccupazioni, ansie e catene infinite di problemi immaginari misti a reli.

 

Le categorie su cui lavorare sono:

 

La consapevolezza- La responsabilità personale  – Il coraggio  – L’equilibrio  – La coscienza

 

 

 

La consapevolezza è l’essere conscio del proprio stato e condividerlo con gli altri, in modo da comunicare sinceramente. Per aumentare questa capacità si può:

 

– ascoltare una canzone attentamente

 

– osservare di più l’ambiente circostante  concentrandosi sui particolari

 

– fare strade nuove per andare a lavoro

 

– preparare qualcosa di nuovo per cena

– leggere libri mai  aperti e diversi dai consueti

– fare più attenzione ai gesti quotidiani

 

– alzarsi prima e sfruttare il tempo per riflettere e guardarsi in giro per casa

–  scegliere l’ordine con cui fare le cose.

 

Questi esempi servono per far capire che serve far qualcosa per non vivere tutto come ruotine, ma sentirsi protagonisti delle azioni e non subire tutto, doveri, impegni, le compere, gli incontri….. Quando sono consapevole di ciò che mi capita, non mi vado a preoccupare di come sarà il domani, ma lo attendo senza ansia.

 

La responsabilità personale, ha a che fare con l’accettare che non è sempre colpa degli altri, ma che noi possiamo fare molto per migliorare quello che non va.

Per questo:

–         Dobbiamo riconoscere che non c’è fato, sfortuna, ma si tra tratta di paranoie che ci fanno sentire vittime degli eventi.

–         Diciamo quello che pensiamo e prendiamo posizione su quello che ci riguarda.

–         Smettiamola di rimandare e tentennare, ma diamoci da fare.

–         Non vediamo  solo ostacoli, ma impariamo ad affrontare i problemi.

Il senso di responsabilità, quando non si associa a sensi di colpa che bloccano,  ci dà la grinta per smontare l’inquietudine per ciò che è stato e sarà e ci fa apprezzare l’atto presente.

 

 

Coraggio: ovvero grinta e affrontare le cose  sconosciute, o in cui non siamo esperti senza troppo nervosismo e con la stessa  tranquillità con cui affrontiamo quelle ordinarie. L’importante è l’impegno  e il non rinunciare a fare le cose che ci mettono a disagio, meglio affrontarle, per essere così sempre più capaci.  Per migliorare questa determinazione si può:

–         prendere provvedimenti riguardo qualcosa che ci preoccupa;

–          fare qualcosa che rimandiamo per paura da anni;

–         parlare con qualcuno di un argomento scottante;

–         dire di no, a chi pensiamo che se ne approfitta della nostra disponibilità.

Se non si evitano le situazioni, la nostra autoefficacia  aumenta e niente ci spaventa, perché “in qualche modo faremo”.

 

L’equilibrio, far sì che tutti gli ambiti della vita personale siano curati con lo stesso interesse. I propri interessi, i rapporti lavorativi, i legami familiari e le relazioni sociali hanno ognuno la loro importanza  e occorre impiegare un livello di energia adeguato senza troppi sbilanciamenti. Quando ci accorgiamo che stiamo trascurando qualcosa, meglio intervenire.

Ognuno è in grado di capire dove c’è uno sbilanciamento. Per migliorare questo aspetto, si può:

– dar valore a tutte le cose che facciamo;

– valutare l’importanza di tutte le persone con cui interagiamo;

– se c’è troppo lavoro, occorre ritagliare momenti liberi;

– se stiamo trascurando i figli per le incombenze familiare è necessario tagliare;

– dedichiamo più tempo alle cose che veramente vogliamo fare.

– se si sono persi i contatti con qualcuno a cui siamo legati, si può ricominciare.

Bilanciare l’impegno in base all’importanza del compito che si ha davanti, ci aiuta  a non investire troppo su un fronte e a non disperare se qualcosa non va; atteggiamento che non ci fa star male in anticipo, perché comunque vada “c’è altro su cui contare per sistemare al situazione in difetto”.

 

La coscienza

E’ l’indicazione personale ad agire in modo morale in qualsiasi contesto, a prescindere dalla convenienza. E’ quindi un allenamento a rendere la vita propria e di chi ci sta intorno, migliore; cercando di  distinguere in varie circostanze, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Ad esempio gli esercizi da fare, per agire con più coscienza,  potrebbero riguardare:

–         fare in modo di non scendere a compromessi, neppure se si vedono vantaggi immediati.

–         trattare gli altri con rispetto, non fargli niente che non gradiremmo;

–         non giudicare gli altri;

–         non lasciarsi tentare da cose che pensiamo sbagliate.

 

Quando agiamo con un senso morale non stiamo in tensione per quello che ci capiterà, abbiamo la coscienza a posto  e accettiamo pure che l’esito degli eventi, non possiamo sempre controllarlo, malgrado le buone intenzioni.

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

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