Tecniche per controllare l’ansia

  Siccome dietro il disturbo d’ansia c’è un dialogo interiore negativo (ovvero l’interpretazione delle proprie esperienze secondo un’ottica negativa) e una convinzione che qualcosa di brutto stia per accadere,  il lavoro terapeutico adatto consiste nel ripristinare un equilibrio psicofisico. Dopo un rilassamento fisico che riporti i valori generali a uno stadio normale, non alterato, si passa all’ esame dei pensieri e alla ricerca di spiegazioni più adatte.

 

Rilassamento del corpo

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E’molto vantaggioso per chi è in ansia, rivolgere una totale attenzione al proprio corpo.  Per imparare a fare questo occorre un po’ di allenamento, ma poi i benefici che si ottengono valgono lo sforzo impiegato.  Quando temiamo qualcosa, siamo in pensiero per gli altri a noi cari, quando abbiamo la luna storta, se ci fermiamo ad osservarci vedremo che il respiro è concitato, il cuore batte, lo stomaco è contratto, i muscoli del collo tesi.

Fermiamoci allora a pensare al nostro corpo perché se non lo curiamo, si ammala. Tranquillizziamoci e respiriamo. Respiriamo profondi, ma non estraniamoci completamente, impariamo ad essere presenti e vigili e consapevoli che vogliamo solo buttare via i pensieri cattivi e non aver paura del domani.

 

 Ristrutturazione del pensiero

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Per cercare di ridefinire i pensieri ed esaminarne la coerenza e veridicità è  importante come prima cosa fare un lavoro sulle convinzioni profonde che abbiamo, in modo da riuscire a correggere quelle conclusioni allarmanti o esagerate, che invece di permetterci di procedere, bloccano e scoraggiano. In ogni momento del giorno portiamo avanti un nostro dialogo interno e quindi riflettere sulle paure ed emozioni correlate  a questo discorso non sempre consapevole, è possibile iniziare correggere il tipo di pensiero che ha contribuito a rafforzare l’ansia. Ristrutturazione vuol dire proprio cambiamento di posizione rispetto a quello che si pensava assoluto e senza alternative.

Si parte dalla percezione di sé, degli altri e del mondo. Avendo fiducia nelle proprie capacità allora si riesce a percepirsi in grado di affrontare eventuali problemi. Inoltre se si ha fiducia nel sostegno degli altri e si ha una visione ottimistica del mondo è più facile superare momentanei periodi di crisi e piccole preoccupazioni non turbano. Viceversa vedendo tutto nero e pensando che tanto anche momenti di felicità saranno interrotti da immediate tragedia, si è spenti in partenza, on si ah proprio voglia di darsi da fare.

 

Poi si passa all’esame dell’ansia, alle origini, a tutto ciò che favorisce questa dimensione interiore e alla percezione del futuro rispetto a tale malessere. Se sto male in certe situazioni e ho identificato cosa favorisce ciò  devo imparare a vivere meglio quanto capita e se ho l’idea ce sarà sempre così e che il mio futuro è incastrato sopportare ciò, ma che non ci sarà mai nessuna via d’uscita il passo per buttarsi giù è breve.

 Ecco che una  volta capita la situazione stressante e la percezione della persona di quanto sta capitando, allora si struttura un piano di lavoro, con obiettivi a medio e lungo termine, per ridurre le  fronti di stress e per rintracciare potenzialità e competenze utili ad affrontare il momento critico.

Se mi trovo a vivere male il rapporto con il datore di lavoro, perché mi sento sempre giudicata, perché mi mette sottopressione, pretende e non è mai contento del mio profitto. Allora si cerca di verificare se veramente la persona può fare di più e concentrarsi su come essere efficiente. Ma chiaramente questo è possibile se il lavoratore non va guardare se è giudicato o apprezzato, ma dà il meglio di sé, in qualunque circostanza.

Se invece il problema è dovuto ad un mancato riconoscimento si cerca di accettare questa dinamica insita nell’ambiente lavorativo e va tollerata questa frustrazione. Quello che conta è la motivazione personale, al grinta e i risultati, raggiunti se poi il capo settore è burbero, poco attento a ringraziare, meglio non cadere in questa trappola e continuare nella propria strada . Non è facile ma pretendere il riconoscimento o fare bene il lavoro  solo con questo incoraggiamento, non è sempre funzionale o possibile. In sostanza per vivere senza ansia meglio vivere bene il lavoro esistente o provare a cambiare se si riesce.

Attenzione al mondo

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Dopo un buon allenamento al rilassamento e una capacità di identificazione di convinzioni distorte che favoriscono la tensione, si è in grado di apprezzare di più quello che il mondo offre. Con occhi nuovi e con un corpo meno stremato si può uscire dalla propria corazza e iniziare a camminare, esplorare. Il mare ci sembrerà più blu, o più grigio, ma sempre interessante. Le nuvole lasceranno spazio a tratti di cielo azzurro e ci accorgeremo di più di una farfalla colorata o di un fiore che è appena sbocciata. La natura ci riempirà la giornata, ma anche la musica, i divertimenti, l’organizzare momenti d’incontro tra amici o parenti non sembrerà dovuto, ma assumerà i contorni di una buona occasione per stare insieme. E allora viene naturale inventarsi un nuovo piatto, addobbare la tavola o  pensare a qualche gioco carino per i bambini ospiti. E mentre si sta a chiacchierare tutti insieme, verrà voglia di p ragionare su un viaggio, su una gita e una volta fatta guardarsi le foto metterà l’entusiasmo per ripetere l’esperienza.. Facciamolo più spesso ce lo meritiamo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

Dott.ssa Patrizia Politano - Psicoterapeuta

La dottoressa Patrizia Politano è Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. In più di 10 anni ha aiutato centinaia di persone ad affrontare e superare attacchi di ansia, attacchi di panico e le altre patologie psichiche derivate da stati di ansia persistente. Riceve su appuntamento (anche per telefono e via Skype), cell. 3478228233

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